Alfonso Signorini interviene tra le pagine di Chi dopo la bufera che l’ha travolto
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Ecco le parole del noto conduttore Alfonso Signorini sul caso che l’ha investito
Alfonso Signorini negli ultimi giorni è stato al centro della bufera dopo quanto emerso dall’intervista rilasciata da Antonio Medugno a Falsissimo di Fabrizio Corona. Dopo giorni di silenzi il noto conduttore del Grande Fratello è intervenuto tramite le pagine del settimanale Chi.
Ecco le sue parole tra le pagine di CHI: “Il silenzio non è debolezza. È forza trattenuta. È il contrario della reazione istintiva, del commento di pancia, della frase buttata lì “perché qualcosa bisogna pur dire”. Il silenzio è tempo che prende forma. È la capacità di fermarsi, di osservare, di capire se davvero vale la pena entrare nella mischia. E soprattutto: con chi. Sì perché il silenzio è anche questo: una selezione naturale dei propri interlocutori. Parlare a tutti significa, spesso, non parlare a nessuno. Tacere, invece, è scegliere. Scegliere chi merita una risposta, chi un confronto, chi un dialogo vero. Tutti gli altri ricevono ciò che forse è più onesto: il nulla. In un’epoca in cui la chiacchiera è diventata moneta corrente, il silenzio è tornato a essere un bene raro. Prezioso. Quasi lussuoso. È il lusso di chi non ha bisogno di spiegarsi sempre. Di chi sa che la verità non ha fretta, e soprattutto non ha bisogno di essere urlata per esistere”.
Signorini continua: “C’è un equivoco diffuso: si crede che il silenzio nasconda. In realtà, spesso, rivela. Rivela sicurezza, consapevolezza, profondità. Rivela una cosa che oggi manca terribilmente: il senso del limite. Il limite tra ciò che è pubblico e ciò che è privato. È una questione di verità. Perché la verità, quella autentica, non ama il clamore. Non si presta ai titoli inventati, alle ricostruzioni fantasiose, ai processi sommari e improvvisati fatti a colpi di hashtag. La verità ha bisogno di tempo. E spesso di silenzio. Forse dovremmo reimparare a tacere. E un silenzio scelto può fare molto più rumore di qualsiasi urlo”.





