La storia di Diego: inseguì l’ambulanza del suo proprietario e fu abbandonato da chi lo ha preso in affido
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Diego era finalmente stato affidato. Poi è sparito: ritrovato solo vicino a una stazione
La storia di Diego sembrava avviata verso un lieto fine. Dopo aver conquistato il cuore di molti per aver seguito l’ambulanza che trasportava il suo proprietario, il cane aveva trovato una possibile nuova famiglia a Roma. Ma appena una settimana dopo è stato ritrovato solo, lontano da casa e senza più i suoi riferimenti. Ora è tornato al canile di Nocera Inferiore. Per Diego, sette giorni possono essere bastati per passare dalla speranza alla paura.
Il cane, diventato noto per la sua straordinaria fedeltà dopo aver seguito l’ambulanza che trasportava il suo proprietario da San Marzano sul Sarno all’ospedale di Nocera Inferiore, sembrava avere finalmente trovato una nuova occasione. Dopo la perdita della persona a cui era legato, era stato accolto nel canile campano, dove i volontari cercavano per lui una sistemazione definitiva.
A un certo punto era arrivata la famiglia che sembrava poter rappresentare la svolta. Una coppia di Roma, già volontaria e abituata a vivere con un cane anziano, aveva percorso circa 300 chilometri per raggiungere il canile e portare Diego con sé. L’incontro, raccontano dalla struttura, era stato emozionante: il cane sarebbe salito in macchina senza esitazioni, quasi consapevole di avere davanti una nuova possibilità. Ma l’inserimento nella nuova casa non è andato come sperato.
Il problema sarebbe emerso subito
Secondo quanto raccontato dai volontari del canile, già il giorno successivo all’arrivo di Diego nella nuova abitazione sarebbero cominciate le difficoltà. La coppia avrebbe segnalato alcuni comportamenti nei confronti della cagnolina anziana già presente in casa, arrivando a manifestare la volontà di interrompere l’affido. I volontari sostengono di aver spiegato fin dall’inizio che l’inserimento avrebbe dovuto essere graduale e seguito con attenzione. La convivenza tra due cani, soprattutto quando uno dei due è anziano, può infatti richiedere tempo, spazi separati e un percorso di conoscenza progressivo.
Da quel momento, però, la situazione sarebbe diventata sempre più complicata. Il canile avrebbe cercato di organizzare il rientro di Diego, ma i contatti con gli affidatari si sarebbero progressivamente interrotti. Per diversi giorni i volontari non avrebbero avuto informazioni certe sulla posizione del cane. Sono così cominciate le ricerche.
La paura: «Non sapevamo dove fosse»
Per chi aveva seguito Diego fin dall’inizio, quei giorni sono stati particolarmente difficili. Il timore era che il cane potesse trovarsi in una situazione di pericolo o essere trasferito altrove senza che la struttura ne fosse informata. Il canile ha quindi intrapreso anche iniziative formali, chiedendo di impedire eventuali modifiche dell’anagrafe canina e presentando una diffida. Poi è arrivata la telefonata che tutti stavano aspettando. Diego era stato trovato.
Una notte vicino ai binari
Il cane è stato recuperato nei pressi della stazione di Maccarese-Fregene, dove vagava da solo. Era sera, circa le 22, quando un ragazzo, Simone, si è accorto della sua presenza. Diego non aveva con sé la medaglietta né la pettorina. Simone ha deciso di fermarsi. Lo ha fatto salire in macchina e lo ha portato a casa, offrendogli per quella notte un luogo sicuro. Il mattino seguente lo ha accompagnato al canile della Muratella. È stato proprio da lì che i volontari di Nocera Inferiore hanno ricevuto la notizia. Sono partiti immediatamente per Roma e sono riusciti a recuperare Diego, riportandolo nella struttura che ormai conosce bene.
Adesso serve una casa davvero definitiva
Diego è nuovamente al canile di Nocera Inferiore. La vicenda potrebbe avere anche conseguenze sul piano legale: la struttura sta valutando una denuncia per abbandono e vuole chiarire ogni aspetto di quanto accaduto. Ma per chi si prende cura di lui c’è una questione ancora più urgente. Diego ha circa sette anni e, nonostante la sua storia, continua ad avere bisogno di una famiglia.
I volontari spiegano che per lui sarebbe preferibile una casa senza altri animali. Viene descritto come un cane molto legato alla propria persona di riferimento, geloso e possessivo, ma anche estremamente affettuoso e sensibile. È proprio questo il paradosso della sua storia: il cane che aveva dimostrato una fedeltà capace di commuovere tantissime persone si ritrova ancora una volta dietro le sbarre. La prima volta aveva seguito un’ambulanza per non separarsi dalla persona che amava. La seconda volta, invece, ha dovuto essere cercato perché qualcuno aveva smesso di prendersi cura di lui. Ora l’obiettivo dei volontari è che la prossima famiglia di Diego non sia soltanto una nuova tappa, ma quella definitiva.
Fonte: LaStampa